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Informazioni su altri incentivi

Ultimo aggiornamento: 12/06/2026

Sostegno alle imprese nella doppia transizione digitale e green

 

La Legge di bilancio 2026, all’art. 1 comma 427-436, ha ridefinito il quadro degli incentivi fiscali per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica delle imprese, secondo il paradigma Impresa 4.0, ed in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, anche a distanza, compresi i relativi sistemi di stoccaggio. Il dimensionamento degli impianti di produzione di energia elettrica non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.

Si passa dalla logica legata al credito d’imposta al c.d. “iperammortamento” che consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione ai fini della deduzione di maggiori quote di ammortamento e canoni di leasing.

La norma definitiva, in vigore dal 1° gennaio 2026, prevede infatti che il costo di acquisizione dei beni sia maggiorato nella misura del:

  • 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Inoltre, gli allegati A e B della legge 232/2016 sono sostituiti da due nuovi elenchi, denominati allegato IV (beni materiali) e allegato V (beni immateriali), che recepiscono l'evoluzione tecnologica e introducono nuove categorie, includendo in estrema sintesi:

  • tra i beni materiali, le infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione, le più avanzate infrastrutture di connettività industriale ed i sistemi di machine vision avanzata, esoscheletri, impianti HVAC a servizio dei processi produttivi;
  • tra i beni immateriali, i software di intelligenza artificiale generativa, Large Language Models (LLM), Agentic AI e piattaforme MLOps; i software per il calcolo della carbon footprint e analisi LCA; le piattaforme per Digital Product Passport e data spaces conformi a IDS-RAM; le piattaforme low-code/no-code per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali; le soluzioni di cybersecurity avanzata, digital twin e blockchain.

NOTA BENE: il decreto attuativo non estende esplicitamente il beneficio ai costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso ai beni immateriali in cloud (modalità software as-a-service). Sono tuttavia in corso di valutazione da parte dei Ministeri competenti alcune possibili soluzioni di carattere normativo che consentano in futuro di includere anche queste tipologie di spesa.

Il nuovo Piano Transizione 5.0 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti della politica industriale nazionale, con uno stanziamento complessivo di risorse pubbliche pari a 9,8 miliardi di euro. Possono beneficiare della misura tutte le imprese residenti e le stabili organizzazioni con sede in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa.

Il beneficio in argomento non è cumulabile ove il medesimo investimento abbia già beneficiato del credito d’imposta Transizione 4.0 Transizione 5.0.

Per accedere al beneficio l’impresa è tenuta a trasmettere, in via telematica tramite l’apposita piattaforma informatica «Nuovo Piano Transizione 5.0» (NPTR5) accessibile dall’Area Clienti del sito istituzionale del GSE , le comunicazioni e le certificazioni concernenti gli investimenti agevolabili, sulla base di modelli standardizzati. Le comunicazioni riguardano la prenotazione, l’avanzamento e il completamento degli investimenti, con indicazione dei dati relativi ai beni, della data prevista di interconnessione o di entrata in funzione e dell’applicazione della maggiorazione.

Ai fini dei necessari controlli, l’effettività e la conformità degli investimenti e l’interconnessione degli stessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura dovranno essere comprovate da una perizia tecnica asseverata, mentre l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa dovranno risultare da una certificazione contabile.

NOVITA': Le modalità attuative — con particolare riguardo all’ambito soggettivo e oggettivo, alla procedura di accesso, alle comunicazioni da trasmettere e agli oneri documentali — sono definite dal decreto attuativo interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026.
La Piattaforma informatica «Nuovo Piano Transizione 5.0» (NPTR5) sarà operativa per la prenotazione delle agevolazioni a partire dalle ore 12.00 di venerdì 12 giugno 2026.

Il GSE ha reso disponibile alle imprese interessate la sezione dedicata e la documentazione disponibile per verificare requisiti, condizioni di accesso e istruzioni operative.

SIMEST: riapertura dei finanziamenti per la Transizione Digitale ed Ecologica

Si informa che, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 103 del 6 maggio 2026), il Comitato Agevolazioni ha disposto l'aggiornamento della Circolare operativa n. 4/394/2023  relativa alla misura "Transizione digitale o ecologica".
L'intervento, che attua le recenti disposizioni normative (D.L. 38/2026 e D.L. 42/2026), mira a rafforzare il sostegno ai processi di digitalizzazione e di efficientamento energetico delle imprese italiane attraverso il Fondo 394/81.
Dalle ore 9:00 del 25 maggio 2026, SIMEST avvierà ufficialmente la ricezione delle nuove domande di finanziamento agevolato.
Il testo aggiornato della circolare e i dettagli tecnici sono consultabili sul sito istituzionale di SIMEST.

 

Misure di incentivazione precedenti: credito d'imposta

Cover transizione 4.0

 

Il Piano nazionale transizione 4.0, evoluzione del programma Industria 4.0, ha inteso potenziare la ricerca di base e applicata, favorire il trasferimento tecnologico, promuovere la trasformazione digitale e green dei processi produttivi e l’investimento in beni immateriali, attraverso crediti di imposta e voucher.

L'Ufficio ha predisposto alcune schede illustrative degli incentivi disponibili e ritenuti maggiormente interessanti per le imprese. 

Per una panoramica completa sugli incentivi disponibili Vi invitiamo a fare riferimento ai siti web istituzionali del:

Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste

 

 AVVISO IMPORTANTE:

Con Decreto direttoriale del MIMIT del 28.1.2026 è stata disposta la proroga al 31 marzo 2026 dei termini per la presentazione delle comunicazioni di completamento degli investimenti 4.0 ultimati al 31 dicembre 2025 (codice tributo 7077), tramite il sistema telematico per la gestione delle comunicazioni disponibile nell'apposita sezione "Transizione 4.0" del sito internet del GSE.

Nel dettaglio:

  • le imprese che hanno già prenotato e confermato le risorse e che non hanno ancora completato la procedura hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per presentare la comunicazione di completamento;
  • le imprese che hanno ricevuto da parte del GSE la comunicazione di nuova disponibilità di risorse devono presentare la comunicazione di conferma (entro 30 giorni dalla suddetta ricezione) e conseguentemente la comunicazione di completamento entro il 31 marzo 2026.

 

 

 

 

Al fine di rendere maggiormente fruibili le informazioni contenute nelle schede l'Ufficio PID ha predisposto una tabella riassuntiva degli interventi previsti dalla normativa vigente.

Il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha anche reso disponibile una pagina di ricerca degli incentivi.

La rete camerale dei PID fornisce assistenza informativa e implementa azioni di sensibilizzazione, rivolte in particolare alle PMI, verso tali misure.

 

 


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Incentivi e opportunità di finanziamento

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Punto Impresa Digitale (PID), transizione digitale ed ecologica, ambiente

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