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FAQ Bando PID 2024

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Aggiornate al 15/05/2024

 

Il Bando è rivolto a tutte le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese (MPMI) aventi sede legale o la/le eventuale/i unità locale/i nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Treviso-Belluno (rif. art. 5, comma 1 del Bando).

Sulla base di quanto previsto dal Regolamento UE 651/2014, la categoria delle “microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese” è costituita da aziende con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di Euro.

Le risorse complessivamente stanziate a disposizione dei soggetti beneficiari ammontano ad € 1.000.000,00
(rif. art. 4, comma 1 del Bando).

L’intensità del contributo è pari al 50% della spesa sostenuta ed effettivamente ammissibile, al netto di IVA e di altre imposte e tasse (rif. art. 4, comma 1 del Bando).

Fermo restando l'importo del contributo massimo e dell'investimento minimo, potrà essere riconosciuto un punteggio premiale consistente nell'incremento dell'intensità dell'aiuto per ciascuna delle seguenti casistiche:

  • qualora l'impresa richiedente risulti in possesso dell'attribuzione del “Rating di Legalità”, l'incremento consisterà in un ulteriore 5% della spesa ammissibile;
  • qualora l'impresa richiedente dimostri il possesso di una "Certificazione della parità di genere", l'incremento consisterà in un ulteriore 5% della spesa ammissibile.

Le due premialità, a condizione che entrambe le casistiche risultino possedute sia al momento della presentazione della domanda che a quello della liquidazione del contributo, sono tra loro cumulabili.

Il bando finanzia: 

  • MISURA 1: acquisto di beni strumentali di cui agli allegati A e B della L. 11 dicembre 2016 n. 232 e s.m.i.
    Ai fini del presente Bando, rientrano tra i beni di cui all'allegato B della L. 11 dicembre 2016, n. 232 anche:
    a) i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l'intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell'energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding);
    b) i software relativi alla gestione di impresa esclusivamente se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui alla lettera a).
  • MISURA 2:
    • lett. a) - acquisto di servizi di consulenza finalizzati all'introduzione delle tecnologie di innovazione tecnologica I4.0 qualora e solo se direttamente ed esclusivamente collegati all'acquisto dei beni strumentali di cui alla Misura 1;
    • lett. b) - Acquisizione di servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese, attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica, riducendo i consumi e le emissioni di gas clima-alteranti

N.B: Eventuali costi per canoni periodici per l’utilizzo di beni immateriali (di cui all'allegato B della L.232/2016) rientrano nella misura 2 lett. a) e sono ammissibili solo se correlati all'acquisto di beni strumentali previsti dalla misura 1 e limitatamente alla quota del canone ricadente nel periodo di vigenza del Bando e, comunque, non oltre la data di presentazione della domanda di contributo (rif. art. 7, comma 4 del Bando).

L'acquisto di un bene immateriale di cui all’allegato B della L.232/2016, non necessariamente deve essere collegato all'acquisto di un bene strumentale materiale (allegato A).
Tuttavia, deve essere rispettato il requisito dell’interconnessione, ovvero il bene deve essere in grado di scambiare dati in maniera bi-direzionale con sistemi interni e/o esterni all'azienda.
Ad esempio: l'impresa può acquistare un software per la gestione e il coordinamento della produzione, che si interfaccia a macchine già in uso presso lo stabilimento, andando ad innovare le modalità di gestione del comparto produttivo.

Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio è necessario e sufficiente che: 

  1. scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  2. sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).

No, all’atto di presentazione della domanda l’intervento per il quale viene richiesto il contributo deve essere stato completamente realizzato: il bene strumentale deve, quindi, essere stato acquistato ed interamente pagato, installato, inserito operativamente nella catena produttiva ed interconnesso ad internet od alla rete aziendale (rif. art. 7, comma 6 del Bando).

Qualora il medesimo investimento riguardi più unità locali o sedi operative localizzate anche al di fuori della circoscrizione territoriale camerale di riferimento, il contributo sarà calcolato proporzionalmente al numero di sedi o unità locali interessate dall’intervento presenti nella circoscrizione della C.C.I.A.A. di Treviso - Belluno (rif. art. 5, comma1 del Bando).

Le tipologie di software sopra citate non possiedono le caratteristiche previste dalla normativa del Piano Nazionale Impresa 4.0.
A riguardo, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dello Sviluppo Economico si esprimono chiaramente con la Circolare 4/E del 30/03/2017, la quale afferma: “Si vuole segnalare che i software relativi alla gestione di impresa in senso lato (ad es. amministrazione, contabilità, controllo e finanza, gestione della relazione con il consumatore finale e/o con il fornitore, gestione dell’offerta, della fatturazione, gestione documentale, project management, analisi dei processi organizzativi o di business, ecc.) non sono oggetto della agevolazione. Pertanto un Customer Relationship Management (CRM), un configuratore di prodotto finalizzato alla vendita e non alla progettazione, un tool di Document Manager, Enterprise Performance Management e Business Process Management sono da ritenersi esclusi dal beneficio del super ammortamento.” (Pag.99 della Circolare 4/E).

Ciò premesso, la presente edizione del Bando prevede che detti software relativi alla gestione di impresa in senso lato possano rientrare nella spesa ammissibile a condizione che siano collegati ed acquistati nell’ambito del progetto di efficientamento energetico aziendale, ovvero contestualmente ai software, ai sistemi, alle piattaforme o alle applicazioni per l'intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell'energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (rif. art. 2, comma 1 del Bando).

No.
L'ambito di intervento del Bando riguarda esclusivamente l'implementazione delle tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, tra le quali non rientra la realizzazione o il miglioramento di siti web e portali e-commerce.

Si, sono ammissibili eventuali costi per canoni periodici per l’utilizzo di beni immateriali (di cui all'allegato B della L.232/2016)  riconducibili al periodo dal 01.01.2024 alla data di presentazione della domanda. Tali spese rientrano nell'ambito della misura 2 lett. a) e sono, quindi, ammesse solo se correlate all'acquisto di beni strumentali previsti dalla misura 1 (rif. art. 7, comma 4 del Bando).

Si, il Bando è a “fase unica”, ciò significa che non c'è una preliminare fase di ammissione e pertanto l'invio della domanda avviene a spese già sostenute e ad interventi conclusi, producendo direttamente copia delle fatture e degli altri documenti di spesa, debitamente quietanzati (rif. art. 8, comma 2, lettera c del Bando).

No.
Non sono ammissibili spese per l’acquisto di beni investimenti effettuati in leasing (rif. art 7, comma 2 del Bando).

Le richieste di contributo devono essere trasmesse, esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 09:00 del 19.06.2024 fino al momento in cui risulteranno esaurite le risorse stanziate e, comunque, entro e non oltre le ore 24:00 del 27.09.2024 (rif. art.8, comma 1 del Bando).

Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema WebTelemaco di Infocamere - Servizi E-gov. Non sono ammesse altre modalità di trasmissione (rif. art. 8, comma 1).
La procedura informatica è in particolare descritta nel manuale “Istruzioni operative per la trasmissione telematica delle domande di contributo”, pubblicata anche nella pagina web .

Si, la mera trasmissione telematica può essere effettuata per il tramite di un terzo incaricato, ma tutta la documentazione deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante/titolare dell'impresa (rif. art. 8, comma 5 del Bando).

No.
Il presente Bando non prevede la possibilità di pre-compilare la domanda nel portale WebTelemaco, si potrà accedere alla procedura informatica per l’invio della pratica direttamente il 19/06/2024 alle 9:00.

No.
Tutte le domande pervenute nella medesima giornata avranno la medesima priorità. 
L’ammissione al Concorso e la contestuale liquidazione del contributo avverranno sino ad esaurimento dei fondi disponibili esclusivamente sulla base dell’ordine cronologico di spedizione delle domande, ferma restando l’ammissibilità degli interventi proposti e realizzati. A parità di data di trasmissione, l’ora/minuto di invio non determineranno alcuna precedenza nella graduatoria di ammissione a contributo (rif. art. 9, comma 3 del Bando).

Significa che ogni documento riguardante l’intervento realizzato (ordini di acquisto, contratti, DDT e note di consegna - ove previsti, rapporti di intervento, fatture, di acconto o meno, e quietanze delle stesse) deve avere data successiva al 01.01.2024 (rif. art 7, comma 5 del Bando).

Il “Rating di legalità” consiste nell’attribuzione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) di un punteggio che misura il previsto livello di legalità dei comportamenti aziendali. Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni.
Il rating, che ha un range tra un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, viene attribuito sulla base delle dichiarazioni delle imprese, verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate. Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta.

Non possono accedere al contributo e sono escluse d’ufficio dal Bando le imprese che abbiano già ricevuto contributi nella due (2) precedenti edizioni dello stesso svoltasi nel 2022 e nel 2023 e denominata “Bando di concorso per la concessione di contributi alle PMI a sostegno di interventi per la digitalizzazione I4.0" (rif. art. 5, comma 8 del Bando).

Si.
Gli aiuti previsti dal presente Bando sono cumulabili, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato e con aiuti in regime “De minimis”, nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto (rif. art 3, comma 4 del Bando).
Per poter applicare la cumulabilità, è necessario verificare che tale principio sia previsto nel regolamento di ogni forma agevolativa a cui si vuole attingere. 

Nel caso specifico del "credito di imposta per investimenti in beni strumentali", la Circolare n. 33 del 31 dicembre 2021 del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato specifica che "laddove l’investimento risultasse in parte finanziato da altre risorse pubbliche, è ammesso il cumulo con il credito d’imposta (fino a concorrenza del 100% del costo dell’investimento), esclusivamente per la parte di costo dell’investimento non finanziata con le altre risorse pubbliche".

Si.

In attesa del Decreto attuativo che chiarirà gli aspetti operativi per utilizzare il credito di imposta Transizione 5.0, gli aiuti previsti dal presente Bando sono cumulabili, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato e con aiuti in regime “De minimis”, nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto (rif. Decreto-Legge n. 19/2024 convertito con modificazioni dalla Legge n. 56/2024 e art 3, comma 4 del Bando).
Per poter applicare la cumulabilità, è necessario verificare che tale principio sia previsto nel regolamento di ogni forma agevolativa a cui si vuole attingere.

Nella fattispecie, il credito d'imposta per investimenti in digitalizzazione e green economy è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, non porti al superamento del totale degli investimenti effettuati.

La piattaforma Telemaco funge da "vettore" della documentazione ed effettua alcuni controlli automatici di conformità dell'istanza.
Lo stato "chiusa" attesta che le verifiche automatiche sulla trasmissione della domanda sono andate a buon fine; ciò, tuttavia, non significa che la pratica sia stata istruita e valutata positivamente, attività che verrà svolta nei giorni successivi dagli operatori incaricati, ma solo che l'invio all'ufficio preposto è andato a buon fine.

Ad ogni singolo richiedente verrà comunicato via PEC l’esito della domanda di contributo.

I medesimi esiti verranno, inoltre, pubblicati in appositi elenchi resi disponibili nel sito istituzionale.

Il modello base può essere firmato digitalmente anche dall’intermediario incaricato dall’azienda per la mera trasmissione telematica della richiesta di contributo. 
Si evidenzia tuttavia, che tutta la documentazione da allegare alla pratica telematica deve essere sottoscritta digitalmente dal titolare/legale rappresentante dell’impresa richiedente (rif. art. 8, comma 5 del Bando).

Si.
All'art. 7, comma 2 del Bando è previsto che "Eventuali costi di installazione, montaggio e allacciamento sono ammissibili entro il limite massimo del 10% del valore dei beni acquistati". In questa voce possono rientrare anche le attività di installazione e guida all'uso del software in azienda.

Il Bando finanzia l'acquisto di servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese (rif. art. 2, comma 1 e 2 del Bando).

Più in particolare, rientrano tra i servizi di consulenza agevolabili: 

  • audit energetici, analisi delle forniture di energia;
  • progettazione di sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici di base e della produzione;
  • sviluppo di un piano di miglioramento energetico, implementazione di Sistemi di gestione dell’energia;
  • studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica;
  • studi di fattibilità tecnico-economica finalizzata alla realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER);
  • realizzazione della documentazione tecnica e giuridica necessaria alla costituzione/adesione di/ad una CER;
  • acquisizione temporanea del servizio esterno di Energy Manager a beneficio dell’impresa.

Rientrano tra i servizi di formazione agevolabili:

  • formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy manager per risorse interne, rispettando il limite minimo di 40 ore.

L’impresa dovrà avvalersi esclusivamente di uno o più fornitori tra i seguenti (rif. art. 6 comma 1, lett b)):

  • EGE – Esperti in Gestione dell'Energia – certificati a fronte della norma UNI CEI 11339 da enti accreditati;
  • Energy Service Company (ESCO) certificata UNI CEI 11352;
  • Società o Enti (iscritti al Registro Imprese o al REA) specializzati in servizi di consulenza nell'ambito della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e dell'utilizzo economico delle risorse (risultante da visura camerale);
  • Energy manager e/o altri esperti che abbiano realizzato nell’ultimo triennio almeno tre attività, a favore di clienti diversi, per servizi di consulenza/formazione alle imprese, nell’ambito dei servizi di cui alla Misura 2 lett. b);
  • Relativamente ai servizi di formazione, l’impresa potrà avvalersi esclusivamente di enti di formazione o altri soggetti qualificati certificati ISO 9001:2015 per il settore EA37.

Ai sensi dell’art. 5, comma 5 del D.L. 13/2023 convertito in legge n. 41/2023, come modificato dalla Legge
n. 13/2023, le fatture relative all'acquisizione dei beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività  roduttive, erogati a qualunque titolo e in qualunque forma da una Pubblica Amministrazione, anche per il tramite di altri soggetti pubblici o privati, o in qualsiasi modo ad essi riconducibili, devono contenere il Codice unico di progetto (CUP).

Il successivo comma 6 dispone che detto obbligo non si applica alle fatture emesse prima della corretta attribuzione del Codice unico di progetto (CUP), nell'ambito delle procedure di assegnazione di incentivi che ammettono il sostenimento delle spese anteriormente all'atto di concessione; in tali casi, le amministrazioni pubbliche titolari delle misure impartiscono ai beneficiari le necessarie istruzioni per garantire la dimostrazione, anche attraverso idonei identificativi da riportare nella documentazione di spesa, della correlazione tra la spesa sostenuta e il progetto finanziato con risorse pubbliche.

Pertanto ai fini del presente Bando, l’impresa, ai fini della liquidazione del contributo, deve predisporre e trasmettere alla Camera di Commercio l’integrazione elettronica della/e fattura/e dei fornitori ritenute ammissibili, riportante il CUP che viene specificamente attribuito dalla Camera di commercio in sede di istruttoria per l’adozione del provvedimento. 

L'azienda beneficiaria del contributo dovrà:

  1.  predisporre un documento di integrazione elettronica (ovvero una nuova fattura elettronica) per ogni singola fattura sprovvista di CUP emessa dai propri fornitori, avendo cura di riportare tutti gli estremi necessari ad identificarla, eventualmente anche allegando il file della fattura originaria;

  2. detta integrazione elettronica dovrà riportare in una prima riga l'addebito dell'imponibile della fattura originaria (es. €1.000,00 + iva di legge) e una successiva riga di storno (es. - €1.000,00 + iva di legge) poiché l'importo è già stato fatturato e corrisposto, scrivendolo nella relativa descrizione.
    Il totale del documento, così procedendo, sarà pari a zero;

  3. nei campi descrittivi della nuova fattura elettronica si potranno aggiungere i dati del CUP specificamente attribuito e comunicato dalla Camera di commercio;

  4. queste integrazioni elettroniche, così predisposte, dovranno essere annotate nei registri IVA (per le aziende interessate potrebbe essere inoltre utile, pur se non obbligatorio, istituire un apposito sezionale) e non andranno a generare volume d'affari ai fini IVA non reale.

No.
Le imprese fornitrici di beni e/o servizi di consulenza oggetto del presente Bando non possono essere, allo stesso tempo, soggetti beneficiari dei contributi nell'ambito del Bando stesso.

La certificazione in argomento è un riconoscimento che attesta l’effettiva implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere da parte di un’organizzazione, in conformità con i requisiti stabiliti dalla prassi UNI/PdR 125:2022.

Questa certificazione ha lo scopo di favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale e quindi di migliorare la possibilità per le donne di accedere al mercato del lavoro, di leadership e di armonizzazione dei tempi vita. Ai fini della certificazione, l’impresa deve presentare volontariamente un'apposita richiesta a un organismo di certificazione accreditato presso Accredia, che valuterà il grado di conformità dell’organizzazione a determinate aree di valutazione: cultura e strategia, governance, processi, human resources, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.  

Ai sensi del Regolamento (UE) “de minimis” n. 2023/2831, l’importo complessivo degli aiuti a un’impresa unica non deve superare € 300.000,00 nell’arco di tre anni solari.

Si.
È possibile ammettere l'acquisto di beni come sopra richiesto; nella fattispecie i beni/componenti della macchina (risultanti nelle fatture di acquisto) oggetto di contributo saranno quelli opportunamente descritti all'interno della perizia 4.0.
Si specifica, inoltre, che le spese per l'assemblaggio della macchina rientrano sempre nella misura 1 ed entro il limite del 10% del valore del bene, come indicato nell'art. 7, comma 2 del Bando.

No.
La domanda di contributo che richiede l'agevolazione per spese relative alla misura 2 lett. a) deve necessariamente contenere anche spese di cui alla misura 1.
In sostanza, non sono ammissibili domande di contributo sulla sola misura 2 lett. a).

L'intervento potrebbe essere ammissibile qualora vengano rispettate le seguenti indicazioni:

  • i beni devono essere nuovi e regolarmente iscritti nella contabilità aziendale nelle categorie "immobilizzazioni immateriali" delle attività di stato patrimoniale dell’impresa ex art. 2424 C.C. e secondo il rispetto dei principi contabili attualmente in vigore (art. 7, comma 2 del Bando).
    A tal proposito, si chiede all’impresa di dichiarare, sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che il bene verrà registrato contabilmente a cespite aziendale;
  • le spese per beni immateriali di cui all’allegato B della L. 11 dicembre 2016, n. 232, sono ammissibili solo se gli stessi sono acquistati con licenza a tempo indeterminato o con licenza di durata uguale o superiore ad anni tre (3), tutte le annualità devono essere interamente pagate all’atto di presentazione della domanda (art. 7, comma 2 del Bando).

Per quanto riguarda l'upgrade del software, si specifica che ove il medesimo sia incluso nella versione software del fornitore la spesa può rientrare nella misura 1; qualora, invece, riguardi lo sviluppo dell'applicativo con implementazioni fatte tramite attività di consulenza, allora può rientrare nel campo della misura 2 lett. a).

No.
Le fatture di acconto (o altri documenti relativi all'intervento) con data antecedente al 1 Gennaio 2024, danno evidenza che il progetto è stato avviato prima dei termini previsti dal Bando e, di conseguenza, rendono non ammissibile l'intero acquisto del bene.

 

 

 

 

 

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