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FAQ Bando PID 2023

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Aggiornate al 22/09/2023

 

Il Bando è rivolto a tutte le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese (MPMI) aventi sede legale o la/le eventuale/i unità locale/i nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Treviso-Belluno (rif. art. 5, comma 1 del Bando).

Sulla base di quanto previsto dal Regolamento UE 651/2014, la categoria delle “microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese” è costituita da aziende con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di Euro, fatti salvi i concetti di autonomia, associazione e collegamento come disposti nel Regolamento (CE) n. 800/2008 e quanto illustrato in ordine al concetto di “impresa unica”.

Le risorse complessivamente stanziate a disposizione dei soggetti beneficiari ammontano ad € 800.000,00
(rif. art. 4, comma 1 del Bando).

L’intensità del contributo è pari al 50% della spesa sostenuta ed effettivamente ammissibile, al netto di IVA e di altre imposte e tasse (rif. art. 4, comma 1 del Bando).

Il bando finanzia: 

  • MISURA 1: acquisto di beni strumentali di cui agli allegati A e B della L. 11 dicembre 2016 n. 232 e s.m.i.
  • MISURA 2:
    • lett. a) - acquisto di servizi di consulenza finalizzati all'introduzione delle tecnologie di innovazione tecnologica I4.0 qualora e solo se direttamente ed esclusivamente collegati all'acquisto dei beni strumentali di cui alla Misura 1;
    • lett. b) - Acquisizione di servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese, attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica, riducendo i consumi e le emissioni di gas clima-alteranti

N.B: Eventuali costi per canoni periodici per l’utilizzo di beni immateriali (di cui all'allegato B della L.232/2016) rientrano nella misura 2 lett. a) e sono ammissibili solo se correlati all'acquisto di beni strumentali previsti dalla misura 1 e limitatamente alla quota del canone ricadente nel periodo di vigenza del Bando e, comunque, non oltre la data di presentazione della domanda di contributo (rif. art. 7, comma 4 del Bando).

L'acquisto di un bene immateriale di cui all’allegato B della L.232/2016, non necessariamente deve essere collegato all'acquisto di un bene strumentale materiale (allegato A).
Tuttavia, deve essere rispettato il requisito dell’interconnessione, ovvero il bene deve essere in grado di scambiare dati in maniera bi-direzionale con sistemi interni e/o esterni all'azienda.
Ad esempio: l'impresa può acquistare un software per la gestione e il coordinamento della produzione, che si interfaccia a macchine già in uso presso lo stabilimento, andando ad innovare le modalità di gestione del comparto produttivo.

Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio è necessario e sufficiente che: 

  1. scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  2. sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).

No, all’atto di presentazione della domanda l’intervento per il quale viene richiesto il contributo deve essere stato completamente realizzato: il bene strumentale deve, quindi, essere stato acquistato ed interamente pagato, installato, inserito operativamente nella catena produttiva ed interconnesso ad internet od alla rete aziendale (rif. art. 7, comma 6 del Bando).

Qualora il medesimo investimento riguardi più unità locali o sedi operative localizzate anche al di fuori della circoscrizione territoriale camerale di riferimento, il contributo sarà calcolato proporzionalmente al numero di sedi o unità locali interessate dall’intervento presenti nella circoscrizione della C.C.I.A.A. di Treviso - Belluno (rif. art. 5, comma1 del Bando).

Le tipologie di software sopra citate non possiedono le caratteristiche previste dalla normativa del Piano Nazionale Impresa 4.0.
A riguardo, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dello Sviluppo Economico si esprimono chiaramente con la Circolare 4/E del 30/03/2017, la quale afferma: “Si vuole segnalare che i software relativi alla gestione di impresa in senso lato (ad es. amministrazione, contabilità, controllo e finanza, gestione della relazione con il consumatore finale e/o con il fornitore, gestione dell’offerta, della fatturazione, gestione documentale, project management, analisi dei processi organizzativi o di business, ecc.) non sono oggetto della agevolazione. Pertanto un Customer Relationship Management (CRM), un configuratore di prodotto finalizzato alla vendita e non alla progettazione, un tool di Document Manager, Enterprise Performance Management e Business Process Management sono da ritenersi esclusi dal beneficio del super ammortamento.” (Pag.99 della Circolare 4/E)

L'ambito di intervento del Bando riguarda esclusivamente l'implementazione delle tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, tra le quali non rientra la realizzazione o il miglioramento di siti web e portali e-commerce.

Sono ammissibili eventuali costi per canoni periodici per l’utilizzo di beni immateriali (di cui all'allegato B della L.232/2016)  riconducibili al periodo dal 01.01.2023 alla data di presentazione della domanda. Tali spese rientrano nell'ambito della misura 2 lett. a) e sono, quindi, ammesse solo se correlate all'acquisto di beni strumentali previsti dalla misura 1 (rif. art. 7, comma 4 del Bando).

Si, il Bando è a “fase unica”, ciò significa che non c'è una preliminare fase di ammissione e pertanto l'invio della domanda avviene a spese già sostenute e ad interventi conclusi, producendo direttamente copia delle fatture e degli altri documenti di spesa, debitamente quietanzati (rif. art. 8, comma 2, lettera c del Bando).

No, non sono ammissibili spese per l’acquisto di beni investimenti effettuati in leasing (rif. art 7, comma 2 del Bando).

Le richieste di contributo devono essere trasmesse, esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 09:00 del 16.10.2023 fino al momento in cui risulteranno esaurite le risorse stanziate e, comunque, entro e non oltre le ore 24:00 del 24.11.2023 (rif. art.8, comma 1 del Bando).

Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema WebTelemaco di Infocamere - Servizi E-gov. Non sono ammesse altre modalità di trasmissione (rif. art. 8, comma 1).
La procedura informatica è in particolare descritta nel manuale “Istruzioni operative per la trasmissione telematica delle domande di contributo, disponibile nella pagina web.

Si, la mera trasmissione telematica può essere effettuata per il tramite di un terzo incaricato, ma tutta la documentazione deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante/titolare dell'impresa (rif. art. 8, comma 5 del Bando).

Il presente Bando non prevede la possibilità di pre-compilare la domanda nel portale WebTelemaco, si potrà accedere alla procedura informatica per l’invio della pratica direttamente il 16/10/2023 alle 9:00.

Tutte le domande pervenute nella medesima giornata avranno la medesima priorità. 
L’ammissione al Concorso e la contestuale liquidazione del contributo avverranno sino ad esaurimento dei fondi disponibili esclusivamente sulla base dell’ordine cronologico di spedizione delle domande, ferma restando l’ammissibilità degli interventi proposti e realizzati. A parità di data di trasmissione, l’ora/minuto di invio non determineranno alcuna precedenza nella graduatoria di ammissione a contributo (rif. art. 9, comma 3 del Bando).

Significa che ogni documento riguardante l’intervento realizzato (contratti, DDT e note di consegna - ove previsti, rapporti di intervento, fatture, di acconto o meno, e quietanze delle stesse) deve avere data successiva al 01.01.2023 (rif. art 7, comma 5 del Bando).

Il “Rating di legalità” consiste nell’attribuzione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) di un punteggio che misura il previsto livello di legalità dei comportamenti aziendali. Possono richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni.
Il rating, che ha un range tra un minimo di una ‘stellette’ a un massimo di tre ‘stellette’, viene attribuito sulla base delle dichiarazioni delle aziende, verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate. Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta.

Non possono accedere al contributo e sono escluse d’ufficio dal Bando le imprese che abbiano già ricevuto contributi nella due (2) precedenti edizioni dello stesso svoltasi nel 2021 e nel 2022 e denominata “Bando di concorso per la concessione di contributi alle PMI a sostegno di interventi per la digitalizzazione I4.0" (rif. art. 5, comma 8 del Bando).

Gli aiuti previsti dal presente Bando sono cumulabili, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato e con aiuti in regime “De minimis”, nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto (rif. art 3, comma 4 del Bando).
Per poter applicare la cumulabilità, è necessario verificare che tale principio sia previsto nel regolamento di ogni forma agevolativa a cui si vuole attingere. 
Nel caso specifico del "credito di imposta per investimenti in beni strumentali", la Circolare n. 33 del 31 dicembre 2021 del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato specifica che "laddove l’investimento risultasse in parte finanziato da altre risorse pubbliche, è ammesso il cumulo con il credito d’imposta (fino a concorrenza del 100% del costo dell’investimento), esclusivamente per la parte di costo dell’investimento non finanziata con le altre risorse pubbliche".

La piattaforma Telemaco funge da "vettore" della documentazione ed effettua alcuni controlli automatici di conformità dell'istanza.
Lo stato "chiusa" attesta che le verifiche automatiche sulla trasmissione della domanda sono andate a buon fine; ciò, tuttavia, non significa che la pratica sia stata istruita e valutata positivamente, attività che verrà svolta nei giorni successivi dagli operatori incaricati, ma solo che l'invio all'ufficio preposto è andato a buon fine.

Ad ogni singolo richiedente verrà comunicato via PEC l’esito della domanda di contributo.

I medesimi esiti verranno, inoltre, pubblicati in appositi elenchi resi disponibili nel sito istituzionale.

Il modello base può essere firmato digitalmente anche dall’intermediario incaricato dall’azienda per la mera trasmissione telematica della richiesta di contributo. 
Invece, tutta la documentazione da allegare alla pratica telematica deve essere sottoscritta dal titolare/legale rappresentante dell’impresa richiedente (rif. art. 8, comma 5 del Bando).

All'art. 7, comma 2 del Bando è previsto che "Eventuali costi di installazione, montaggio e allacciamento sono ammissibili entro il limite massimo del 10% del valore dei beni acquistati". In questa voce possono rientrare anche le attività di installazione e guida all'uso del software in azienda.

Il Bando finanzia l'acquisto di servizi di consulenza e/o formazione finalizzati alla razionalizzazione dell’uso dell’energia da parte delle imprese (rif. art. 2, comma 1 e 2 del Bando): 

  • audit energetici, analisi delle forniture di energia;
  • progettazione di sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici di base e della produzione;
  • sviluppo di un piano di miglioramento energetico, implementazione di Sistemi di gestione dell’energia;
  • studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica;
  • studi di fattibilità tecnico-economica finalizzata alla realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER);
  • realizzazione della documentazione tecnica e giuridica necessaria alla costituzione/adesione di/ad una CER;
  • acquisizione temporanea del servizio esterno di Energy Manager a beneficio dell’impresa;
  • servizi di formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy manager per risorse interne.

L’impresa dovrà avvalersi esclusivamente di uno o più fornitori tra i seguenti (rif. art. 6 comma 1, lett b)):

  • EGE – Esperti in Gestione dell'Energia – certificati a fronte della norma UNI CEI 11339 da enti accreditati;
  • Energy Service Company (ESCO) certificata UNI CEI 11352;
  • Società o Enti (iscritti al Registro Imprese o al REA) specializzati in servizi di consulenza nell'ambito della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e dell'utilizzo economico delle risorse (risultante da visura camerale);
  • Energy manager e/o altri esperti che abbiano realizzato nell’ultimo triennio almeno tre attività, a favore di clienti diversi, per servizi di consulenza/formazione alle imprese, nell’ambito dei servizi di cui alla Misura 2 lett. b);
  • Relativamente ai servizi di formazione, l’impresa potrà avvalersi esclusivamente di enti di formazione.

 

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