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REACH

Si avvicina la scadenza dell'ultimo termine di registrazione stabilito dal regolamento CE n. 1907/2006 (cd. REACH) per le sostanze chimiche già esistenti.

Si rammenta che tutte le sostanze chimiche prodotte o importate nello Spazio economico europeo, in una fascia compresa tra 1 e 100 tonnellate l'anno, devono essere registrate entro il 31 maggio 2018 presso l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

La scadenza del 2018 coinvolgerà alcune migliaia di imprese di tutte le dimensioni che, se inadempienti, non potranno più immettere legalmente sul mercato le sostanze chimiche prodotte o importate.
La registrazione delle sostanze è un processo che richiede tempo, pertanto si si invitano le imprese soggette a tale adempimento ambientale a valutare con congruo anticipo il proprio portafoglio, analizzare i volumi di vendita e produzione delle sostanze, verificare l'esistenza di obblighi ai sensi del REACH e, nel caso, pianificare la gestione delle loro registrazioni per l'ultimo termine fissato. Un'identificazione corretta delle sostanze in questa fase è essenziale. L'ECHA, gli Stati membri e le associazioni di settore sono a disposizione dei potenziali dichiaranti per offrire assistenza mirata.

Il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione delle imprese l'Helpdesk REACH, che fornisce gratuitamente informazioni e assistenza diretta, mediante la risposta a quesiti specifici che possono essere inviati accedendo al servizio "contatta Helpdesk". In alternativa, le imprese possono rivolgersi alle associazioni di settore o avvalersi del supporto dell'ECHA, consultando il sito dedicato REACH 2018, e formulando eventuali ulteriori quesiti direttamente all'Helpdesk ECHA (per aspetti legati all'utilizzo di IUCLID e REACH-IT).

Da ultimo si informa che l'ECHA ha in programma una serie di sessioni di informazione on-line (echa.europa.eu/it/support/training-material/webinars) con l'obiettivo di fornire una panoramica generale sulle sostanze che devono essere registrate, sulle informazioni necessarie e sugli elementi che incidono sui costi della registrazione.

 

Regolamento REACH

Reg. (CE) 18-12-2006, n. 1907/2006 del PARLAMENTO EUROPEO e del CONSIGLIO concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE.

Pubblicato in G.U.U.E. il 30 dicembre 2006, n. L 396 e rettificato in G.U.U.E. n. L 136 del 29/05/2007.

Obiettivi e finalità (principio di precauzione; art. 1 c. 1)

Assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, inclusa la promozione di metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano, nonché la libera circolazione di sostanze nel mercato interno, rafforzando nel contempo la competitività e l'innovazione.

Data di entrata in vigore

Giugno 2007; tuttavia l'attuazione del Regolamento sarà graduale, in particolare per gli adempimenti legati alla registrazione.

Soggetti coinvolti

Produttori, importatori di sostanze chimiche (indipendentemente dal fatto che siano nuove o esistenti) in quantità uguale o superiore ad 1 ton/anno.
N.B: il Reach coinvolge tutti i settori merceologici, e non solo le industrie chimiche.

A quali prodotti si applica

Sostanze e preparati chimici (art. 3 Reg. 1907/2006); il regolamento non si applica invece alle sostanze elencate all'art. 2.
Altre sostanze beneficiano invece di regimi particolari: ad esempio, sostanze considerate poco pericolose (acqua, ossigeno, ecc.) sono escluse dagli obblighi di registrazione previsti dal regolamento.

Pre-registrazione (unicamente on-line, art.28)

Prevista esclusivamente per le sostanze chimiche presenti da tempo sul mercato europeo, le cosiddette sostanze "phase-in". La pre-registrazione non è obbligatoria, ma è indispensabile perché le sostanze possano usufruire di un regime transitorio; è gratuita, ma chi non avrà preregistrato entro il 1° dicembre 2008, non potrà immettere sul mercato europeo le sostanze chimiche, dopo tale data, se non effettuando la procedura di registrazione vera e propria.
Per la pre-registrazione: https://reach-it.echa.europa.eu/reach/public/welcome.faces

Scadenze (art. 23)

  • Dal 1 giugno 2008: le nuove sostanze dovranno essere registrate prima dell'immissione sul mercato
  • 1 dicembre 2008: pre-registrazione delle sostanze già presenti sul mercato (sostanze phase-in)
  • 30 novembre 2010: scadenza per la registrazione sia delle sostanze in quantitativi pari o superiori alle 1000 tonnellate, sia di sostanze cancerogene, mutagene e sostanze tossiche per la riproduzione (categoria CMR 1 e 2) superiori ad una tonnellata annua e sostanze classificate come molto tossiche per gli organismi acquatici ( R50/53) superiori alle 100 tonnellate
  • 31 maggio 2013: scadenza per la registrazione di sostanze chimiche in quantitativi pari o superiori alle 100 tonnellate
  • 31 maggio 2018: scadenza per la registrazione di sostanze in quantitativi pari o superiori ad una tonnellata
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Informazione & formazione

Dal 1° giugno 2009 è entrato in vigore un nuovo processo per la restrizione delle sostanze chimiche nell'Unione europea.

Dal 1° giugno 2009 gli Stati Membri o l'ECHA, per conto della Commissione europea, possono avviare un processo di restrizione sottoponendo un fascicolo al fine di limitare la produzione, l'immissione nel mercato o l'utilizzo delle sostanze chimiche.

Ai sensi del Regolamento REACH, una restrizione può essere introdotta laddove una sostanza ponga un rischio inaccettabile per la salute umana o l'ambiente. La restrizione nell'uso delle sostanze chimiche non è una novità ed era già prevista dalle precedenti normative. Il REACH contiene già 58 "entries" (sostanze pericolose, preparati o articoli) elencate nell'Allegato XVII del Regolamento.

A partire dalla stessa data, inoltre, è reso pubblico il Registro di Intenti di Restrizioni che raccoglie le notifiche d'intento di presentazione di una proposta di restrizione che gli Stati membri possono iniziare a sottoporre all'ECHA; in questo modo le industrie, le associazioni e le autorità degli Stati membri, monitorando gli aggiornamenti, possono verificare su quali sostanze sono stati predisposti dei fascicoli e il termine di avvio del processo.

Il Registro dà la possibilità a tutti i soggetti interessati di ricevere informazione preventiva sul processo ed essere pertanto preparati a sottoporre contributi e commenti durante le consultazioni ufficiali.

La Commissione europea ha indicato già che potrebbe richiedere all'ECHA la preparazione di proposte a seguito della revisione degli obblighi che sono inclusi nelle attuali entries delle sostanze soggette a restrizioni (All. XVII del REACH).

IN EVIDENZA: La pre-registrazione tardiva
La pre-registrazione è il processo attraverso il quale un potenziale registrante di una sostanza phase-in presenta un set di informazioni all'ECHA al fine di beneficiare dei tempi di registrazione più lunghi previsti dal regime transitorio (REACH_Articolo 23).

Il 1° dicembre 2008 si è chiusa la finestra temporale per presentare una pre-registrazione e la funzionalità per la trasmissione dei dati attraverso il portale REACH-it è stata disattivata.

Tuttavia, un potenziale registrante che fabbrica o importa per la prima volta una sostanza phase-in in quantitativi pari o superiori ad 1 tonn/anno dopo il 1° dicembre 2008, ha la possibilità di presentare una pre-registrazione tardiva secondo le seguenti scadenze temporali:

  • al massimo entro i 6 mesi successivi alla fabbricazione o all'importazione di una sostanza in quantitativi pari o superiori ad 1 tonn/anno
  • al massimo entro 12 mesi prima della scadenza prevista dal regime transitorio per la registrazione

Una pre-registrazione tardiva può essere effettuata solo attraverso il portale REACH-IT, secondo due modalità:

  • pre-registrando una sostanza alla volta attraverso la funzionalità disponibili on-line
  • presentando un singolo file XML

Tutti coloro che non hanno presentato una pre-registrazione entro i termini previsti dal REACH (1° giugno 2008 - 1° dicembre 2008) e non sono nelle condizioni di usufruire di una pre-registrazione tardiva, hanno l'obbligo di interrompere le attività di fabbricazione e/o importazione della sostanza phase-in non pre-registrata "in tempo". L'impresa deve provvedere senza indugio alla registrazione della sostanza. Solo una volta che l'iter di registrazione è andato a buon fine (il che significa che l'ECHA ha assegnato alla sostanza un numero di registrazione) l'impresa può riprendere la fabbricazione e/o importazione della sostanza.

Ulteriori informazioni e il Manuale Utenti industria (Part 1 – Getting started with REACH-IT; Part 2 - Sign-up and account management; Part 3 - Login and Message Box; Part 4 - Online Pre-Registration) sono disponibili nel sito echa.europa.eu.

(Estratto dalla Newsletter n. 7 dell'Help Desk Reach)

EDITORIALE: Attività di vigilanza in Italia Editoriale a cura del Dott. Pietro Pistolese, Dott.ssa Luigia Scimonelli del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - settore salute

Il Regolamento REACH stabilisce che i 27 Stati Membri dell'Unione europea devono assicurare che venga intrapresa un'appropriata attività di vigilanza al fine di verificare la completa attuazione delle previsioni del Regolamento da parte di tutti gli attori della catena di distribuzione: produzione, importazione, uso, distribuzione e immissione sul mercato delle sostanze prese in quanto tali o contenute nelle miscele o negli articoli. In particolare, tra i vari obblighi del REACH vi è quello dell'Autorità competente (AC, Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, settore salute DG prevenzione) di presentare all'ECHA una relazione sui risultati dei controlli ufficiali e della sorveglianza effettuata entro il 1° luglio di ogni anno. La prima relazione è attesa per il 1° luglio 2010, ne consegue che nei prossimi mesi saranno pianificate le attività di vigilanza.

Dal 2007 a oggi, l'AC ha messo in atto diverse operazioni miranti all'organizzazione di una rete di vigilanza sul territorio nazionale, in particolare, ha avviato la realizzazione di diversi strumenti a supporto dell'ambiziosa ed innovativa rete. Alcuni di questi strumenti sono già stati realizzati, altri sono pianificati. Di seguito sono riportati alcuni di tali strumenti:

  1. emanazione del Decreto legislativo 14 settembre 2009, n. 133, concernente la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (G.U. Serie Generale n. 222 del 24 settembre 2009), entrato in vigore il 9 ottobre 2009. Oltre a prevedere sanzioni di tipo amministrativo pecuniarie per tutta una serie di inadempienze del Regolamento REACH, il decreto, negli articoli 14 e 16, prevede, su specifico emendamento della Commissione Giustizia del Senato, anche sanzioni di tipo penale, con arresto fino a tre mesi o ammenda da 40.000 a 150.000 euro per coloro che violino le condizioni di autorizzazione e le disposizioni di restrizione previste, rispettivamente, per le sostanze indicate negli allegati XIV e XVII del Regolamento REACH, in quanto l'atteggiamento di violazione lede il principio costituzionale del diritto alla salute. Sono diversi gli atteggiamenti sanzionati e, volendone riassumere alcuni, possiamo indicare che la violazione degli obblighi derivanti dagli articoli 6, 7, 8, 12, 17 e 18 del regolamento REACH in materia di registrazione e notifica delle sostanze, così come l'assenza o il mancato aggiornamento della valutazione della sicurezza chimica (CSA: chemical safety assessment) nei casi specifici del regolamento, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a 90.000 euro. Anche la divulgazione di schede dati di sicurezza (SDS) non conformi alle disposizioni, inadeguate, incomplete in lingua non italiana, comporta sanzioni pecuniarie. Inoltre, un datore di lavoro che non consenta ai lavoratori di accedere alle SDS o alle informazione su sostanze autorizzate o ristrette, è punito con sanzione amministrativa pecuniaria da € 15.000- 90.000. Chi non fornisce istruzioni adeguate per l'uso di articoli, in assenza di notifica all'ECHA, contenente una sostanza presente nella candidate list (sostanze "estremamente preoccupanti", SVHC) è sanzionabile da € 10.000 - 60.000.
    Inoltre, è sanzionabile colui che, su richiesta, non risponde all'Autorità competente qualora questa richieda dei dati ai fini della valutazione della sostanza come stabilito a livello comunitario dal "rolling plan".
    Sono state prese in considerazione anche le inadempienze per il non aggiornamento delle informazioni e per la mancata conservazione dei dati che hanno condotto a determinate indicazioni sulla sostanza registrata o comunicate lungo la catena di approvvigionamento; così come sono state considerate sanzionabili condotte di sperimentazioni su animali di non assoluta necessità e senza adottare disposizioni per limitare le ripetizioni inutili di test. Su specifica richiesta dell'ECHA, è sanzionabile anche colui che si dichiara rappresentate esclusivo di un fabbricante extra UE senza avere delega ufficiale da parte di quest'ultimo. Infine, è bene evidenziare che il pagamento in misura ridotta non è previsto dal D.lgs 133/2009.
  2. Oltre al Decreto sanzioni appena illustrato, in linee generali, è stato necessario predisporre uno schema di Accordo Stato-Regioni e Province autonome specifico per il Regolamento REACH. Per spiegare l'origine della proposta di Accordo occorre fare un po' di cronistoria: poiché la Legge 23 dicembre 1978, n. 833, in particolare l'articolo 7, lettera c), delega in materia di controllo sulle sostanze pericolose la competenza a livello regionale, ne consegue che l'organo competente in materia di vigilanza si pone ad un livello regionale. Tale legge, già nel 2006, anno di pubblicazione del Regolamento REACH, è stata ritenuta insufficiente a garantire l'azione di vigilanza su scala territoriale per il Regolamento REACH, essendo quest'ultimo, per sua natura, rivoluzionario nella politica di gestione delle sostanze chimiche, fatta salva la normativa su classificazione ed etichettatura. Pertanto, nell'atto normativo di pianificazione delle attività istituzionali per l'attuazione del Regolamento REACH, ovvero il Decreto interministeriale del 22 novembre 2007 (GU 15 maggio 2008, n. 12) è emersa la necessità di rimandare alla stesura di uno specifico Accordo Stato-Regioni e Province autonome la realizzazione di una rete di vigilanza che, ricevendo anche gli input dalle indicazioni del FORUM dell'ECHA, o da altri organismi internazionali quali ad esempio il CLEEN (Chemical Legislation European Enforcement Network), sia in grado di garantire il rispetto delle prescrizioni del REACH. Tale Accordo è al momento in fase di approvazione alla Conferenza Stato-Regioni e Province autonome e disciplinerà la programmazione e l'organizzazione dei controlli ufficiali e le relative linee di indirizzo inerenti l'attuazione del REACH nel rispetto della normativa concernente la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali settore salute, in quanto AC per l'attuazione del Regolamento REACH, assicura l'operatività del sistema dei controlli ai fini della verifica della completa attuazione delle prescrizioni da parte di tutti i soggetti della catena di distribuzione delle sostanze, dalla fabbricazione/importazione, all'uso, all'immissione sul mercato delle stesse, in quanto tali o contenute nelle miscele o negli articoli. Si sottolinea pertanto che, oltre al sistema già in atto del controllo delle classificazione ed etichettature delle sostanze e delle miscele da parte delle Regioni, vi è la creazione di un sistema di controllo per l'attuazione del Regolamento REACH che possa vigilare anche sugli articoli immessi nel territorio nazionale. Il sistema dei controlli per il REACH è costituito da amministrazioni ed enti dello Stato e delle Regioni e Province autonome. In attesa che la bozza di Accordo venga approvato dalla Conferenza, le prime attività di vigilanza avranno comunque luogo tramite il "corpo ispettivo centrale" di seguito illustrato.
  3. Come appena accennato, oltre alla presenza di ispettori localizzati a livello territoriale, l'AC dispone di un "corpo ispettivo centrale". Tali ispettori sono stati nominati con Decreto del 27 gennaio 2006 del Ministro della salute sulla base della normativa sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze e delle miscele e dell'interazione di questa con altre normative settoriali quali quelle dei fitosanitari, dei dispositivi medici, dei biocidi, sicché tali nomine saranno a breve revisionate alla luce del Regolamento REACH.
  4. Un altro utile strumento per la realizzazione delle attività di vigilanza è la realizzazione dei corsi di formazione specifici per ispettori sia a livello centrale svolti presso il CSC (il primo corso si è svolto a novembre 2008, e sarà replicato anche a novembre 2009) sia a livello territoriale; a tal proposito sono già stati svolti dei corsi a ottobre 2009 a Bologna (nord), Bari (sud) ed Empoli (centro e isole).
  5. Le unità che verranno individuate dalle Regioni e Province autonome per lo svolgimento dei controlli, così come auspicabile dalla proposta di Accordo Stato-Regioni, e le amministrazioni ed enti dello Stato, dovranno avere anche un'infrastruttura informatica afferente al sistema REACH-IT dell'ECHA, ed è in previsione, su fondi di bilancio del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, la creazione presso tutte le unità di vigilanza territoriali di postazioni informatiche dedite alla ricezione dei dati ufficiali raccolti dall'ECHA.
  6. Partendo dall'esperienza della pre-esistente normativa sulle sostanze chimiche, si è preso atto della scarsa qualità delle schede dati di sicurezza presenti sul territorio nazionale; pertanto l'AC del Regolamento REACH ha, tra i vari obiettivi, anche di uniformare ed elevare lo standard di qualità delle SDS, e per fare ciò è stata bandita una gara nazionale tra società di informatica per la scelta del migliore pacchetto software sulla elaborazione e aggiornamento della SDS della sostanza e l'elaborazione della SDS delle miscele. La selezione verrà affidata ad una Commissione di cui faranno parte tecnici di varie Regioni e del Ministero.
  7. In ultima analisi, è bene affrontare un aspetto spinoso come quello del costo dell'attività di vigilanza. In precedenza, con la tariffa per le notifiche delle sostanze nuove ai sensi della Direttiva 92/32/CEE, si supportava l'attività di vigilanza; attualmente, con la dislocazione delle tariffe delle registrazioni all'ECHA, in Italia è venuto meno tale introito. Nel Decreto legislativo 145/2008, recepimento della direttiva 121/2006/CE che abolisce le unità di notifica nazionali, è stabilito, nell'articolo 7, che a copertura dei costi dei controlli delle sostanze pericolose la tariffa, a carico della ditta ispezionata, ammonta attualmente a 2.000 euro da versare sul bilancio dello Stato fino a diversa indicazione da parte di un futuro decreto interministeriale. Tale decreto interministeriale, attualmente in fase di stesura, si applicherà alle Regioni e province autonome fino ad emanazione di proprie tariffe.

(fonte Sportello CSR e Ambiente)

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Sanzioni

Le disposizioni di legge inerenti l'aspetto sanzionatorio del presente adempimento normativo sono contenute nel D.Lgs n. 133 del 14 settembre 2009 "disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento (CE) n. 1907/2006 che stabilisce i principi ed i requisiti per la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche".

Le sanzioni, amministrative possono variare dai 3.000 ai 150.000 euro, a seconda del tipo di violazione riscontrata; mentre le sanzioni penali possono arrivare fino a 3 mesi di reclusione.

Salvo che il fatto costituisca reato sono punite con sanzioni amministrative pecuniarie la violazione:

  • degli obblighi derivanti dagli artt. 6, 7, 8, 12, 17 e 18 del Regolamento (CE) in materia di registrazione e notifica delle sostanze (art. 3)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 9 del Regolamento (CE) in materia di richiesta di esenzione dall'obbligo generale di registrazione all'Agenzia per le attività di ricerca e sviluppo (art. 4)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 12, 22 e 24 del Regolamento (CE) in materia di informazioni da comunicare in relazione alla fascia di tonnellaggio (art. 5)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 14 del Regolamento (CE) in materia di relazione sulla sicurezza chimica e sulle misure di riduzione dei rischi (art. 6)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 21 del Regolamento (CE) in materia di fabbricazione ed importazione di sostanze da parte del dichiarante (art. 7)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 25 e 26 del Regolamento (CE) in materia di condivisione dei dati e disposizioni destinate ad evitare sperimentazioni superflue su animali vertebrati (art. 8)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 30 del Regolamento (CE) in materia di condivisione dei dati che comportano test sperimentali (art. 9)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 7, 31, 32, 33, 34, 35 e 36 del Regolamento (CE) in materia di informazioni all'interno della catena d'approvvigionamento (art. 10)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 37, 38 e 39 del Regolamento (CE) concernente gli adempimenti per gli utilizzatori a valle (art. 11)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 46 e 49 del Regolamento (CE) concernente le informazioni sulla valutazione delle sostanze (art. 12)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 50 del Regolamento (CE) in materia di informazioni del dichiarante che ha cessato di fabbricare o importare (art. 13)
  • degli obblighi derivanti dagli artt. 60, 65 e 66 del Regolamento (CE) in materia di rilascio delle autorizzazioni (art. 15)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 113 del Regolamento (CE) concernente le informazioni da notificare all'Agenzia (art. 17)

Salvo che il fatto costituisca reato più grave sono punite con sanzioni amministrative pecuniarie o con l'arresto fino a 3 mesi la violazione:

  • degli obblighi derivanti dall'art. 56 del Regolamento (CE) in materia di immissione sul mercato e sull'utilizzo di una sostanza destinata ad un determinato uso (art. 14)
  • degli obblighi derivanti dall'art. 67 del Regolamento (CE) in materia di restrizione (art. 16)
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Link utili

  • Helpdesk: servizio nazionale, previsto dal titolo XIII del regolamento, per informazioni (obblighi da adempiere, responsabilità in cui si incorre, procedure da seguire in caso di utilizzo, fabbricazione o importazione di sostanze chimiche, ecc…), faq e assistenza tecnica dedicato ai soggetti coinvolti dal Reach.
    IN EVIDENZA:
    gli HELPDESK nazionali Reach e CLP formano un'unica rete – HELP NET. È stato costituito recentemente un nuovo network congiunto degli Helpdesk REACH e CLP (classificazione, etichettatura e Packaging) chiamato "Help Net". Gli obiettivi del nuovo network sono: fornire risposte armonizzate e complete e dare consigli nel migliore modo possibile all'industria per l'adempimento degli obblighi derivanti dai Regolamenti REACH e CLP.
  • Agenzia Europea per le sostanze chimiche (ECHA): con sede ad Helsinki; ha anche realizzato il "Navigator Reach" (attualmente disponibile in inglese), uno strumento interattivo che consente alle imprese di determinare ciò che sono tenute a fare ai sensi del regolamento REACH.

    IN EVIDENZA:
    La sezione Guidance del sito web dell'ECHA è stata riorganizzata per contenere quattro sotto-sezioni:

    1. Guidance Documents: è invariata e contiene tuttora le Linee Guida REACH
    2. Guidance in a nutshell: è una nuova sezione dedicata ad una serie di nuove versioni brevi delle Linee Guida, che l'ECHA sta realizzando per rendere le guide più accessibili e di migliore consultazione soprattutto per l'industria. Le prime due Guidance in a nutshell al momento disponibili riguardano i requisiti delle sostanze negli articoli (Requirement for Substances in Articles) e i dati per la registrazione e la gestione dei fascicoli (Registration Data and Dossier Handling)
    3. Fact Sheets: i contenuti sono rimasta gli stessi ma è stata spostata rispetto alla precedente collocazione sul sito. È stato in questi giorni pubblicato quello relativo all'inclusione delle sostanze nell'Allegato XIV
    4. Consultation Procedure: in queste pagine vengono fornite informazioni sul processo di predisposizione delle Linee Guida, al fine di mantenere il processo trasparente e aperto alla partecipazione dei soggetti coinvolti.

    Qualora l'ECHA individui la necessità di aggiornare le guide esistenti o svilupparne di nuove, ne preparerà una versione preliminare e, a seguito di un processo di consultazione dei soggetti coinvolti (ECHA Partners), le diverse versioni della consultazione saranno pubblicate sul sito prima della pubblicazione definitiva della nuova guida.

  • Ministero della Salute, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico e il Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le Regioni e Province Autonome: Autorità competente a livello nazionale nella gestione del Reach; mette a disposizione informazioni, guide e link vari, ai sensi della Legge 46/2007 (art. 5 bis).
  • Sito della Comunità Europea dedicato al Regolamento REACH (in Inglese) della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea.
  • Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese (CNRS, Centre National de la Recherche Scientifique), l'unità per la prevenzione del rischio chimico, che ha messo a disposizione un'ampia sezione dedicata al regolamento REACH disponibile in più lingue, fra cui l'italiano
  • Centro Nazionale Sostanze Chimiche, sito realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità per una migliore conoscenza dei prodotti chimici utilizzati sia in ambiente professionale che domestico.
  • INFOREACH: "Un sito REACH per imprese artigiane, utile a tutti".
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